Le origini: S. Ambrogio
di Claudio Riva
Milano è l'unica diocesi al mondo a conservare
un proprio rito liturgico.
Derivata dalle liturgie orientali che, assieme ad altre, come la gallicana,
la ispanica, la celtica, fiorirono subito dopo l'editto di Costantino
(313 d.C.), la liturgia milanese ha un suo primo e importante impulso
ad opera di S. Ambrogio e per questo verrà in seguito chiamata "ambrosiana" .
Ma si deve parlare non soltanto di liturgia ambrosiana quanto anche
di canto ambrosiano. Risalgono a Milano le prime testimonianze storicamente
datate della musica cristiana occidentale; certamente lo zelante e
colto Vescovo trovò già un organismo che si occupava
del canto nella Cattedrale - suddivisa in due chiese, S. Maria Maggiore
sul luogo dove attualmente sorge il Duomo, e S. Tecla che occupava
l'attuale piazza Duomo - con un repertorio che aveva la sua gemma nella
Laus magna angelorum , da cui derivò poi il Gloria. Ambrogio,
uomo di vasta cultura anche musicale, aggiunse nuovi modi di canto
e nuove composizioni: dai salmi cantati a cori alternati al canto antifonato,
in cui i versetti si alternano con una breve frase musicale, l'antifona.
Ciò che però consacrò Ambrogio alla fama dei secoli
in campo musicale fu l'invenzione degli inni, costruiti con un sistema
metrico e con una melodia d'immediata comprensione e apprendimento.
L'impulso dato da Ambrogio diede frutti nei secoli. Man mano che si
assestava e si ampliava l'ordinamento della liturgia, si arricchiva
anche il repertorio musicale che veniva poi raccolto in volumi chiamati
antifonari, innari, processionari, salteri, corali, a seconda del loro
contenuto.
Di tutto questo patrimonio era custode la "schola cantorum" fiorente
presso la cattedrale e che verrà inglobata nella nascente Cappella
Musicale.