Cappella Musicale del Duomo di Milano: il Novecento

 
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Il Novecento
di Claudio Riva

La lunga direzione del Gallotti traghettò la storia della Cappella al XX secolo, ridonando a questo organismo vitalità e prestigio.
La seconda guerra mondiale spezza a metà il XX secolo, che si era iniziato con la felice ripresa della Cappella Musicale del Duomo. Dopo il Gallotti, nel 1930 venne nominato dalla Fabbrica Marziano Perosi, fratello del più noto Lorenzo, maestro della Cappella Sistina; le sue composizioni appaiono dignitose ma non innovative; l’attività della Cappella ebbe a risentire anche degli anni difficili che sfociarono poi, tragicamente, nel devastante conflitto.
Unica operazione di rilievo che, tra le due guerre, abbia interessato l’intera Cappella Musicale fu – nel 1938 - la riforma e il potenziamento del corpus organario e la costruzione di una nuova grande cantoria, secondo una soluzione già progettata e sperimentata dal Gallotti. Una scelta acusticamente non ottimale ma sicuramente migliore rispetto alla precedente che vedeva i cantori stipati sulle antiche cantorie degli organi.
Riparati i più vistosi danni di guerra subiti dal Duomo, nel 1949 venne incaricato della direzione della Cappella Pietro Dentella, dal 1924 vicedirettore della stessa, fecondo compositore di buona musica sacra.
Con le dimissioni del Dentella (1957), si apre la seconda metà del secolo e un periodo che sembra riproporre l’epoca d’oro gaffuriana: viene nominato maestro don Luciano Migliavacca, un giovane sacerdote di formazione classico-letteraria e musicista di originale creatività.
La sua prima preoccupazione, condivisa anche dal Card. Montini, allora arcivescovo di Milano e futuro papa Paolo VI, fu la ristrutturazione della schola dei fanciulli, portata a quaranta cantori, per i quali la Fabbrica edificò,tra il 1958 e il 1960, un apposita e attrezzata sede adibita alla completa formazione culturale e musicale dei pueri. La produzione del maestro è copiosa e di alta qualità; le sue composizioni in lingua italiana dopo la riforma del Vaticano II diventano d’esempio e si diffondono in tutta la penisola; notevole anche la sua opera di recupero del patrimonio musicale custodito nell’Archivio della Veneranda Fabbrica.
Nel 1986, a seguito dell’adeguamento liturgico del presbiterio del Duomo, i corpi d’organo che si trovavano collocati in punti diversi dell’abside, vengono rimossi e raggruppati in due nuove casse collocate a fianco di quelle antiche, lasciando però ancora insoluto il problema di una adeguata disposizione della cantoria.
Nel 1998 l’ultima pagina momentanea di questa storia: Mons. Migliavacca, dopo 41 anni di direzione, lascia l’incarico e al suo posto viene nominato maestro reggente l’attuale direttore, Claudio Riva, già vice-organista e suo assistente dal 1983.

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