Franchino Gaffurio

E-mail Pagina iniziale Sommario Indice Storia

Franchino Gaffurio
di Claudio Riva

Franchino Gaffurio, nato a Lodi il 14 Gennaio del 1451, fu il primo vero grande maestro della Cappella Musicale. Appartenente ad una nobile famiglia, studiò letteratura latina e musica nel monastero benedettino di S. Pietro e fu cantore al Duomo di Lodi. Ordinato sacerdote nel 1473 o nel 1474, passò alla corte dei Gonzaga a Mantova, dove iniziò la sua carriera di trattatista – per la quale è ricordato nei libri di storia della musica – e di docente di musica. Dopo essere stato a Genova, Napoli e Bergamo, il 22 Gennaio 1484 divenne maestro di Cappella del Duomo di Milano, carica che manterrà sino alla sua morte avvenuta il 25 Giugno 1522.
Oltre a questo incarico, Gaffurio collaborò anche con la cappella dei cantori fiamminghi degli Sforza, ricoprendo anche l’incarico di musicae professor al Ginnasio fondato a Milano da Ludovico Sforza. Dal 1494 al 1499 il suo nome compare nelle liste di pagamento dell’Università di Pavia quale lettore di musica a Milano. Fu amico di Leonardo da Vinci che lo ritrasse in un dipinto conservato oggi alla Biblioteca Ambrosiana.
Oltre alle doti di teorico, Gaffurio fu anche notevole compositore di messe, mottetti e inni, e il primo a raccoglierli in libroni, i “codici Gaffuriani”, assieme a musiche di altri autori suoi contemporanei, fondando così il primo nucleo dell’Archivio Musicale della Fabbrica, in cui in seguito si conserveranno tutte le composizioni dei maestri di cappella e degli organisti sino ai nostri giorni.
Fu anche abile organizzatore: rifondò la scuola dei “fanciulli cantori” con l’intento di dar loro non solamente una educazione musicale, ma anche un’istruzione di base affidata ad un magister; riformò la Cappella su principi culturali e disciplinari insoliti per quell’epoca, come una paga per i fanciulli meritevoli, oltre che per i cantori adulti; l’obbligo di indossare la cotta bianca sopra una lunga veste; una presenza costante e diligente accompagnata da multe per i più indisciplinati; la presenza di soli cantanti italiani.
Da allora ad oggi, ogni qualvolta ci sarà la necessità di riportare ordine e disciplina nella Cappella, basterà richiamarsi alle disposizioni gaffuriane per ricreare immediatamente le condizioni adatte al miglior rendimento.

Capitolo precedente Sommario Capitolo seguente